Codici comunicativi della filatelia tematica

Pensare in termini semiotici e semantici la filatelia tematica permette di ricavarne i principali codici comunicativi.

Da alcuni anni, accade di sentire l’espressione “codici comunicativi” associata alla filatelia. A molti sembra strano che si usino concetti semiotici per oggetti che ricadono nel prosaico campo delle carte valori; i francobolli, però, sono usati da oltre un secolo per veicolare informazioni e appartengono a tutti gli effetti al campo dei media.

La filatelia tematica

La filatelia tematica, una delle classi espositive in cui si divide la filatelia generale, si basa anche sul forte valore documentale, culturale, informativo e anche emotivo dei francobolli. La tematica è diversa dalla filatelia a soggetto, nella quale si raccolgono francobolli con uno stesso soggetto (fiori, animali, automobili, satelliti, attori e così via); essa consiste nel raccontare una storia scritta dall’autore illustrandola con francobolli e documenti postali secondo il regolamento approvato dalla Fédération Internationale de Philatélie. Per esempio, parlando della vita di un personaggio illustre si documenteranno i luoghi in cui ha vissuto, le persone che ha incontrato; in generale, tutti i fatti di cui è stato artefice, anche con materiale in cui il protagonista non compare. Va ricordato che, per la natura del regolamento, è possibile portare collezioni tematiche ai più alti livelli senza esborsi economici di rilievo; si tratta, quindi, di un hobby davvero di massa.

La composizione di una collezione tematica, come detto, è libera. Ogni collezionista scrive una storia diversa e sceglie i pezzi filatelici con cui arricchire visivamente (documentare, in termini tecnici) i concetti che esprime. Una volta completata la trama (detta storia) e raccolto il materiale filatelico (i pezzi), si unisce il tutto nelle pagine che compongono materialmente la collezione, con un procedimento tecnico che è spiegato molto bene nel sito e nel forum del Centro Italiano Filatelia Tematica.

L’impaginazione

Nell’immaginario collettivo, una collezione filatelica è una successione ordinata e statica di francobolli; al contrario, è una realtà in costante evoluzione, con le sue regole e le sue tradizioni. La sua impostazione tipografica è un elemento importante per favorirne la leggibilità e, di conseguenza, il successo.

Da questo punto di vista si può dire che, nonostante non pochi tentativi di innovazione, l’impaginazione filatelica è ferma agli anni ’70 del secolo scorso. Molte specialità possano tranquillamente usare lo stile tradizionale, magari migliorato grazie all’uso di programmi di editoria elettronica e stampanti domestiche; in genere si tratta di uno stile asciutto, quasi arido, con descrizioni estremamente tecniche.

Nel caso della filatelia tematica, invece, lo sviluppo della storia (sviluppo tematico, in termini tecnici) è fortemente connesso con l’impaginazione (o montaggio) che non è sempre semplice. Testo e pezzi devono essere ben associati e la lettura deve essere fluida, secondo l’ordine naturale da sinistra a destra e dall’alto al basso; esattamente come state leggendo questo testo. A differenza delle altre specialità, infatti, il testo è il filo conduttore che non va mai spezzato.

Lo stile contemporaneo prevede pagine simili a queste:

La forma che ne risulta, quindi, è un testo semioticamente complesso, essendo la sintesi di una componente verbale, qual è la narrazione (o testo tematico), e di una componente iconica, ossia i pezzi che la documentano; tali pezzi, a loro volta, possono contenere elementi verbali e/o iconici. L’associazione tra le due componenti è semantica, in quanto formano un sistema che consente la piena interpretazione di quanto l’autore vuole esprimere.

I codici comunicativi

A quanto ci risulta, non sono ancora stati studiati i codici comunicativi per questa modalità espressiva; in attesa di analisi in merito, vediamo gli elementi che potrebbero caratterizzare una collezione tematica.

Elementi filatelici

I documenti filatelici e postali ammissibili in tematica costituiscono il codice iconico; sono, in altre parole, l’unica parte non verbale della collezione. La corretta interpretazione del loro significato tematico è fondamentale per la comprensione della narrazione.

Per la loro vivacità – e talvolta anche per le dimensioni – tendono a richiamare l’occhio più di ogni altro codice; sono, per loro natura, le naturali guide alla lettura. Ciò pone problemi non indifferenti, perché spesso non c’è relazione tra i pezzi della collezione e la loro importanza tematica; così, può venire compromesso l’equilibrio del racconto e, di conseguenza, l’efficacia del messaggio.

Il loro contributo alla narrazione può essere di varia natura. Il tema dell’emissione filatelica, la vignetta o una sua parte, una dicitura, sono solo alcuni degli elementi utilizzabili; in certi casi si possono usare pubblicità, tariffe particolari, e così via.

Oltre a questo, sono l’elemento su cui si baserà la valutazione filatelica della collezione; devono esprimere, perciò, un valore specifico ai più alti livelli. Non si parla qui di valore economico, ma di rarità, documentazione di servizi postali particolari, testimonianze di eventi storici e sociali, eccetera. Molto spesso questi pezzi hanno costi davvero irrisori, ma un valore filatelico altissimo che deve essere evidenziato dalla collezione.

Simboli grafici e riproduzioni

Gli unici elementi grafici nelle pagine dovrebbero essere quelli che evidenziano dettagli importanti di un elemento filatelico; essi si riducono a

  • frecce parzialmente sovrapposte ai pezzi;
  • riproduzione in scala dei dettagli che si desidera mettere in evidenza.

In casi particolari, si possono trovare frecce o altri simboli che collegano elementi filatelici; ciò accade quando si vogliono evidenziare in modo originale concetti tematici complessi.

Testo tematico

Il testo tematico è l’insieme dei frammenti di testo sparsi nelle pagine, che compongono la narrazione. I frammenti si trovano nelle pagine senza regole fisse; il collegamento ai pezzi filatelici evidenziando una o più parole, usando neretto o italico.

Ad ogni frammento possono corrispondere più pezzi, anche se recentemente si è sviluppata l’idea di un rapporto 1:1. Ciò comporta la suddivisione del testo in più frasette, ciascuna vicino al pezzo associato, con conseguente frammentazione del discorso.

Il testo non deve essere né eccessivo né troppo stringato; tutto quello che non può essere documentato filatelicamente andrebbe omesso.

Didascalie

Si dividono in due tipi:

  • Tematiche: brevi note che chiariscono o definiscono il contenuto tematico di un pezzo. Sono considerati un complemento al testo tematico, non una sostituzione.
  • Filateliche: sono elementi di testo non tematico, che spiegano la natura filatelico-postale di un pezzo inserito in collezione. Si devono usare con parsimonia, solo quando forniscono informazioni non desumibili dal pezzo stesso.

Riquadri di testo

I riquadri a sfondo colorato sono usati per inserire nel racconto un elemento che non ne sarebbe parte in senso stretto, ma lo arricchisce. In qualche caso evidenziano uno studio filatelico.

Link multimediali

Negli ultimi anni si è assistito all’inserimento di QRcode in alcune collezioni tematiche. Lo scopo è quello di permettere ai lettori di ampliare le conoscenze specifiche relative all’argomento trattato. Qui vediamo un collegamento multimediale che permette di ascoltare il segnale di intervallo di Radio Habana Cuba, le cui note compaiono nei francobolli; ciò amplia e rende viva la descrizione filatelica della narrazione.

I suoni di alcuni segnali di intervallo di radio internazionali descritti con elementi filatelici.
In questa porzione di pagina si distinguono anche il testo tematico, in alto a sinistra, tre didascalie tematiche e un QRcode.

L’importanza dei codici comunicativi in tematica

Il testo tematico, insieme alle didascalie tematiche che ne sono il complemento, rappresenta il tratto caratteristico della filatelia tematica e della open class rispetto alle altre classi espositive. Tuttavia, come detto sopra, i codici comunicativi non sembrano essere particolarmente interessanti per i filatelici. In un certo senso, la narrazione è vista solo come il modo di giustificare la presenza di pezzi pregevoli; se ciò poteva andare bene negli anni passati, oggi rappresenta un handicap per almeno due motivi.

Il primo è che l’impaginazione si appiattisce su quella della filatelia tradizionale, in cui il testo è puramente didascalico; così facendo, si perde il significato di un elemento comunicativo, generando problemi di comunicazione non trascurabili. Il secondo è che si perde la possibilità di tenere la filatelia tematica al passo con le esigenze della comunicazione moderna. L’uso dei QRcode dimostra che alcuni collezionisti si stanno ponendo il problema di interfacciarsi con la multimedialità in rete; mancano, però, visioni lucide e progetti concreti a livello regolamentare.

L’uso di codici comunicativi razionali e consapevolmente condivisi, in conclusione, può dare nuove idee su come presentare le collezioni in modo più efficace; valorizzando l’aspetto comunicativo, oltre che quello filatelico, si potrebbe allargare la platea degli appassionati. In prospettiva, inoltre, può consentire alla filatelia tematica di affrontare le sfide della multimedialità e delle nuove forme di comunicazione con un approccio moderno e funzionale; di questo parleremo nel terzo articolo di questa serie.

Nel prossimo articolo della serie, invece, vedremo una prima applicazione di questi concetti all’impaginazione e sviluppo di una collezione tematica.

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