Filatelia tematica e multimedialità

Concludiamo la serie di articoli sulla filatelia tematica affrontando una delle sfide più urgenti: quella della multimedialità.

Dopo aver trattato gli aspetti del linguaggio e della presentazione, concludiamo questa serie di articoli affrontando il rapporto tra filatelia tematica e multimedialità. Ad oggi, per essere onesti, questo rapporto non esiste, ma alcuni filatelisti hanno iniziato a studiarlo, sia pure in modo empirico; segno che il problema è già percepito e merita una risposta.

Non si tratta di un’inutile ricerca di nuovismo. La multimedialità ha cambiato la forma della comunicazione, allontanandola dalla linearità dei vecchi media; è necessario che anche la filatelia, in particolare quelle classi che si basano sull’illustrazione di una storia, cerchi di capire come modernizzare il suo linguaggio. E’ possibile adottare un’esposizione più moderna e aperta alle nuove tecnologie, senza però abbandonare la tradizione?

Le linee guida per le collezioni tematiche prevedono che la disposizione dei pezzi filatelici all’interno di una collezione sia lineare. In ogni foglio, devono essere collocati da sinistra a destra in tante file quante sono necessarie e la loro posizione deve riflettere l’ordine in cui sono richiamati nel testo. I fogli, inoltre, devono susseguirsi in modo che il racconto alla base della collezione fluisca logicamente e senza salti.

Questi concetti sono piuttosto affini a quelli usati per lo sviluppo di un libro; essi implicano, quindi, che una collezione tematica sia trattabile come un mezzo di comunicazione di massa. Le attuali linee guida sono ancora validissime quando si applicano a collezioni fisiche; ai giorni nostri, però, è evidente che non sono sufficienti per gestire le nuove forme di comunicazione digitali.

Dalla carta al digitale

E’ un problema che coinvolge tutto il mondo della filatelia; basti pensare che non esiste ancora una classe espositiva riservata alle opere digitali, che ormai avrebbero tutti i diritti essere viste come lavori autonomi rispetto alle pubblicazioni a stampa.

Negli ultimi anni, del resto, anche la filatelia ha conosciuto un progressivo passaggio alla forma digitale. Si tratta, per il momento, di un’operazione funzionale alla presentazioni delle collezioni alle giurie; da molti anni, ormai, l’uso del formato pdf per l’invio digitale delle collezioni ha sostituito definitivamente le tradizionali fotocopie.

La digitalizzazione delle collezioni, però, ha avuto come effetto collaterale quello di favorire la loro consultazione on line. Pur non avendo riscontri ufficiali, è presumibile che le collezioni digitali siano consultate più di quanto non siano viste dal vivo le collezioni reali.

Di fatto, ogni collezione tematica è già oggi, almeno potenzialmente, un piccolo progetto comunicativo digitale; come tale, non essendo limitato all’esposizione sequenziale dei pezzi, potrebbe avere un’anima editoriale diversa, per coinvolgere anche chi non è appassionato di filatelia. Molte collezioni tematiche, d’altronde, nascono dal desiderio di comunicare le proprie conoscenze su un determinato tema, verso il quale si può attrarre un interesse diffuso.

L’avvento della multimedialità, nelle sue varie declinazioni, apre anche alla filatelia tematica scenari completamente nuovi, ricchi di opportunità. Il formato digitale, da utile strumento di comunicazione che era, diventa infatti un vettore di cambiamento; occorre, perciò, identificare gli strumenti che possono trasformare una collezione lineare in un’opera multimediale. Non è questa la sede adatta per approfondirli; ci limitiamo a elencare qualche possibile applicazione delle diverse forme di multimedialità, scelte tra quelle che si potrebbero usare subito.

La multimedialità

Mulitmedialità Uso contemporaneo e sinergico di molti media. Prodotti multimediali sono quelli che utilizzano strumenti comunicativi di tipo diverso, come testo, grafica, animazione o suono.

Enciclopedia Treccani

Leggendo questa definizione, viene spontaneo pensare che la filatelia tematica sia già multimediale: comprende, infatti, due strumenti comunicativi quali testo e pezzi filatelici. Più precisamente, riunendo linguaggi e codici espressivi diversi all’interno di un unico medium, si tratta di multimedialità centripeta. Usando pdf interattivi, o tecnologie simili, è possibile includere audio e video direttamente nel file che contiene la collezione.

Esempio di contenuto incluso
Sotto il pezzo che descrive filatelicamente il segnale di intervallo di Radio RSA si trova un pulsante per sentirne il suono.

Questa tecnica, però, presenta alcuni limiti, dovuti principalmente alle dimensioni dei file che ne derivano. La digitalizzazione di una collezione genera di per sé un documento di grandi dimensioni, perché la componente grafica è sempre importante; l’aggiunta di audio e video lo appesantisce ulteriormente. A meno di non dividere la collezione in più file, quindi, il risultato può essere praticamente inutilizzabile on line; rimane adatto, invece, per la distribuzione su supporti fisici, soprattutto per consultazioni off line.

Potrebbe essere utile, per esempio, nelle mostre che prevedono la presenza fisica di una piccola parte di ogni collezione, lasciando alla sola versione digitale i lavori integrali; una postazione multimediale sarebbe l’ideale per sfruttare ovunque la multimedialità centripeta, poiché non richiede connessioni.

Questo tipo di multimedialità non esaurisce tutte le possibili forme di arricchimento della filatelia tematica; resta, però, un buon punto di partenza per inserire nuovi elementi, complementari ai francobolli.

Intermedialità

A volte, potrebbe essere impossibile integrare le risorse esterne in una collezione; pagine di enciclopedie on line, filmati su YouTube o podcast, mappe sono solo alcuni esempi di queste situazioni. La soluzione è quella di creare un collegamento a tali risorse, che saranno fruibili al di fuori del documento. Questa tecnica, che prende il nome di multimedialità centrifuga o intermedialità, richiede una gestione diversa dalla precedente; in una certa misura, però, è un tipo di multimedialità già usato in filatelia tematica. Da qualche anno, infatti, è stato sperimentato l’uso di QRCode per integrare le descrizioni tematiche con elementi multimediali esterni.

QRCode in una pagina della collezione
Il QRCode conduce alla radiocronaca della finale Italia-Cecoslovacchia, integrando il testo tematico.

Questo approccio consente l’integrazione tra la collezione e le risorse esterne a livello di device più che di documento. Esso costituisce, benché non ancora regolamentato, un punto di partenza verso la multimedialità.

Il passo successivo potrebbe consistere nell’inserimento più continuo di collegamenti, sotto forma di pulsanti o di iperlink, alle risorse esterne. A differenza del caso precedente, però, tali risorse potrebbero diventare indisponibili in un futuro più o meno prossimo; gli esempi di siti off-line, elementi rimossi da social media e simili, purtroppo, non mancano. Occorre scegliere il materiale esterno tra le fonti più stabili e, possibilmente, con almeno un’alternativa.

La filatelia tematica non è l’unica specialità che potrebbe trarre vantaggio da questa tecnica; al contrario, tutte le classi possono arricchire con informazioni esterne ogni collezione. La differenza è che queste ultime focalizzeranno gli approfondimenti su aspetti storico-postali e filatelici, mentre la tematica – e l’open class – attingeranno a fonti più ampie.

Ipermedialità

La terza forma possibile di multimedialità è quella che sperimentiamo ogni giorno, navigando su Internet: l’ipermedialità, o ipermedia. Questo tipo di multimedialità è, filatelicamente, il più innovativo, perché si discosta dal tradizionale approccio lineare che abbiamo descritto in precedenza; richiede, perciò, un nuovo approccio a livello di progettazione della collezione.

L’ipermedialità consente di leggere un documento in maniera non lineare attraverso percorsi non sempre prevedibili. Esistono diversi modelli che aiutano a strutturare in questo modo i contenuti; alcuni sono usati da oltre trent’anni, altri sono più recenti. Per dare un minimo di struttura ipermediale a una collezione tematica, per fortuna, non è necessario conoscerle a fondo; nella maggior parte dei casi, basterebbe mettere a frutto l’esperienza quotidiana della navigazione in Internet.

Ma che cosa significa, in concreto, una lettura non lineare? Che attraverso i link i lettori delle collezioni possono scorrerle secondo l’ordine che preferiscono, non solo secondo quello prefissato dall’autore. Una collezione sulle navi, per esempio, potrebbe proporre un ordine cronologico come sviluppo principale; poi, attraverso una serie di link, collegare navi della stessa classe, o della stessa nazione. Sarebbe il lettore a scegliere quale sviluppo seguire, in base ai suoi gusti.

Questo è solo un esempio elementare. In base al tipo di tema trattato, l’ipermedialità può arricchire lo sviluppo in modo diverso, ma sempre più coinvolgente della semplice lettura lineare.

Transmedialità

In prospettiva, è possibile scorgere per la filatelia tematica un ruolo transmediale. In questa forma, il contenuto è suddiviso tra più piattaforme e gli utenti devono ricostruirlo consultando vari media distinti.

Si tratta di una forma di comunicazione relativamente giovane, essendo stata definita da Henry Jenkins nel 2006, nel suo libro Cultura convergente:

Nel modello ideale di narrazione transmediale, ciascun media è chiamato in causa per quello che sa fare meglio – cosicché una storia può essere raccontata da un film e in seguito diffusa da televisione, libri e fumetti; il suo mondo potrebbe essere esplorato attraverso un gioco o esperito come attrazione in un parco divertimenti.

Henry Jenkins, Cultura convergente, pag. 84 dell’edizione italiana di Apogeo, 2011

ma che trae origine da riflessioni nate negli anni ’60 del XX secolo. La visione di Jenkins è fortemente orientata ad applicazioni commerciali, ma ciò non impedisce che i suoi concetti siano utilizzabili in altri ambiti.

Un embrione di transmedialità è presente nelle collezioni collettive del CIFT sulla Divina Commedia; ciò conferma che le strade esplorate per rendere più viva e attuale la filatelia tematica sono compatibili con questa forma di comunicazione.

Sarebbe prematuro approfondire questo tema qui; ma è importante citarlo, in quanto è strettamente connesso alla convergenza digitale. Porre le basi affinché la filatelia tematica possa essere parte di questo processo non può che aumentare le sue possibilità di diffusione nel pubblico.

I metadati

Un altro aspetto che potrebbe arricchire le collezioni filateliche, legato per ora più alla digitalizzazione che alla multimedialità, riguarda l’uso dei metadati nei documenti digitali.

L’uso più immediato potrebbe essere la descrizione di pezzi interessanti con informazioni dettagliate, difficili da inserire nei ristretti spazi delle didascalie filateliche. Nell’esempio seguente vediamo un’icona che apre, in una finestra pop-up, la descrizione delle prove di colore:

Popup con descrizione di una prova di colore.
Esempio di metadati usati per descrivere le prove di colore.

Con lo stesso sistema, gli espositori potrebbero spiegare alla giuria i motivi che della scelta del materiale borderline, o la rarità di un determinato pezzo; la presentazione al pubblico non ne sarebbe appesantita. Questa tecnica non è legata alla tematica e può essere usata in tutte le classi espositive.

Un uso più futuribile potrebbe essere quello di definire percorsi ipermediali attraverso metadati non visibili dagli utenti. Per esempio, in una collezione sugli uccelli che segue un ordine legato alla specie si potrebbero inserire in alternativa percorsi geografici. L’implementazione di questo uso, tuttavia, richiederà un’accurata scelta della tecnologia da usare e, al momento, non è più di un’idea.

Coniugare filatelia tematica e multimedialità

Sviluppare le capacità associative di una collezione tematica attraverso la multimedialità è un’operazione che presenta anche qualche rischio. Non bisogna mai dimenticare, che la componente filatelica deve prevalere su tutte le altre; ciò significa che il messaggio veicolato dai pezzi filatelici non deve mai essere sostituito o duplicato da elementi multimediali.

In altre parole, l’ambito della multimedialità è riferito solo al testo tematico e alle didascalie, per completarlo e arricchirlo; non dovrebbe mai contenere la stessa informazione che si trova nei pezzi filatelici. Su questo punto, serviranno delle linee guida per sintetizzare le prime esperienze e indirizzare correttamente i filatelisti nel più breve tempo possibile.

Occorre anche considerare che troppi elementi multimediali potrebbero risultare fonte di disturbo, più che di approfondimento. La nuova classe espositiva Open class, che consente fino al 50% di materiale non filatelico, può essere fonte di ispirazione per risolvere questo problema.

Non ultimo, l’aspetto tecnologico riveste un ruolo importante nella digitalizzazione della filatelia. La scelta degli strumenti più adatti e degli standard più vicini alle necessità dei filatelisti sarà cruciale per l’introduzione organica dell’ambito digitale nella filatelia.

Si tratta di problemi non insormontabili, ma da approfondire nelle sedi più adatte.

Filatelia tematica e multimedialità, matrimonio possibile

Al termine di questo sintetico excursus sule possibili applicazioni della multimedialità alla filatelia tematica, credo che il loro matrimonio sia possibile; per certi versi, anzi, necessario, in particolare nell’ambito divulgativo.

Esso, infatti, può avvenire senza distruggere l’impostazione tradizionale delle collezioni e rispettando il valore filatelico delle stesse. Su questa base, è possibile aprire la filatelia a nuove forme espressive e, quindi, a un pubblico potenziale molto più vasto di quello attuale.

Il ritardo del mondo filatelico su questi aspetti è molto forte. Dalle prime forme di multimedialità davvero fruibili dalla massa di utenti ad oggi, sono passati almeno 15 anni; dal momento in cui si è capito che la comunicazione multimediale era ormai matura, circa 30. Non è il caso di perdere altro tempo, o la filatelia resterà una passione sempre più di nicchia e sempre più avulsa dal mondo contemporaneo.

Quanto detto sopra non copre tutte le possibili applicazioni della multimedialità alla filatelia, ma è fattibile già oggi. Temi che coinvolgono forme totalmente nuove, come presentazioni animate o video interattivi, rimangono sullo sfondo, ma sono meno urgenti; possono però condurre, in prospettiva, a una nuova classe espositiva di filatelia digitale o multimediale.

L’introduzione della multimedialità può innestarsi sulle esperienze già maturate e ispirarsi, in parte, al percorso di maturazione dell’Open Class; inoltre, può essere suddivisa in vari passaggi, a seconda del tipo di multimedialità e dell’ampiezza che le si vuole dare.

Conclusioni

Nei tre articoli che compongono questa piccola serie, ho cercato di mostrare che la filatelia tematica può essere vista con un approccio mass-mediologico, per metterla in relazione con le forme di comunicazione moderne. I risultati principali di questa visione sono:

  • la definizione di alcuni elementi comunicativi che la qualificano come medium;
  • nuove tecniche di presentazione delle collezioni, per renderle più leggibili anche per i non esperti;
  • così strutturato l’aspetto filatelico, si può aprire la classe tematica a elementi multimediali che le conferiscano un linguaggio più moderno.

Tutto ciò, va ricordato, parte da una critica ragionata delle regole e linee guida esistenti; esse sono frutto del lavoro di molti filatelisti e condensano esperienze e conoscenze dalle quali non possiamo prescindere. Con questo nuovo approccio, spero di aver fornito qualche spunto per rendere questa splendida forma di collezionismo più moderna e vicina alla sensibilità odierna.

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